Salsedine |
 |
Ricordo di Carlo Sciarrelli
Quanto segue è il racconto dell'intervento di Carlo Sciarrelli alla Facoltà di Ingegneria di Trieste; lo pubblichiamo per concessione dell' amico Maurizio, autore e testimone, che ringraziamo a nome dei Soci di Blu Zena.
Scrivo poco in lista un po' per pigrizia un po' per ritrosia , e di questo mi scuso, ma vista la stagione invernale propizia alle riflessioni e visto il gradimento espresso da alcuni di voi, volevo rendervi partecipi di una mia recente esperienza.
Il 10 dicembre a Trieste pressa la facoltà di ingegneria navale, c'è stato un incontro con Carlo Sciarrelli.
L'evento mi ha molto divertito e stimolato per la personalità del progettista e per i temi toccati, che aiutano a comprendere il senso profondo della progettazione delle barche.
Il discorso della serata è stato accompagnato da un filmato girato allo IUAV (Istituto Universitario di Architettura di Venezia dove anch'io mi sono laureato) quando gli è stata consegnata la laurea honoris causa per le sue creazioni nel campo della nautica.
Giova subito precisare che Sciarrelli è un "personaggio" burbero ed intransigente, le sue barche sono classiche, poppa stretta (famosa la forma a cuore) chiglie allungate e pesanti. Sostiene che se le barche hanno da sempre una forma un motivo ci sarà ed è legato al rapporto con il materiale di costruzione, il peso e la necessità di una funzione.
Durante i periodi commerciali "chi arrivava prima vendeva più merci, chi aveva la barca più veloce sfuggiva ai pirati".
"C'erano degli amici che facevano la regata Trieste - San Giovanni in Pelago. Uno in particolare mi commissionò una barca. Gliela costruii ed arrivò mezza giornata prima degli altri. Iniziò la mia fortuna."
Sciarrelli ha 71 anni, una carica umana ed una capacità di andare diritto alle cose propria dei vecchi (in senso buono).
E' abituato a "vendere" il proprio prodotto intellettuale ben sapendo che la capacità tecnica è importante solo in parte, mentre conta moltissimo l'idea e come si propone l'immagine di sé stessi : ". ci sono due modi di convincere un cliente: uno è andare a mangiare e ubriacarsi con lui, l'altro è andare a letto con la moglie. Io ho sempre seguito il primo metodo e purtroppo il mio fisico ne ha risentito pesantemente.."
La mancanza di dubbi e la lucidità gli derivano da una grande conoscenza e dallo studio profondo della letteratura nautica, a partire dai primordi. E' un autodidatta, possiede 800 libri sul tema nautico grazie ai quali ha concepito il suo modo di progettare ( " .e li ho letti." si vanta, dando per scontato che così generalmente non succede).
Sciarrelli ha un percorso di studio personale. Dopo aver frequentato un istituto tecnico sviluppa i suoi interessi nel campo della progettazione cominciando a leggere avidamente qualsiasi cosa riguardasse le barche. I testi da lui studiati e che possiede risalgono a partire all'800.
I concetti, dice, sono sempre quelli non c'è niente di nuovo.
Il progetto per Sciarrelli è idea, non può essere solo tecnica, non servono infinite conoscenze potentissimi computer, serve un'idea un'immagine nella mente.
Racconta divertito: "Mi arrivano continuamente curriculum di questi brillanti giovani progettisti, che vantano esperienze da brivido, conoscono le lingue, il computer. Non li leggo neppure, non li ho mai letti, potrei rilegarci un libro."
La fortuna critica.
"Per un periodo ho costruito molto in una determinata regione geografica italiana, godevo di credito e di fiducia. Ad un certo punto la situazione è cambiata, ho dovuto spostarmi perché non mi credevano più.
La mia fortuna è andata da un'altra parte si è spostata ed anch'io con essa. Il processo è casuale, i meccanismi non mi sono noti. A Trieste, mia città, ho costruito meno che altrove e di più adesso che sono vecchio."
Non ammette mezze misure (si può permettere di non ammetterle dopo una vita di successi), dileggia chi chiama le BARCHE monoscafi per distinguerle dai multiscafi (BARCHE in maiuscolo perché questo è il significato che Sciarrelli dà al termine). "Oggi le barche le chiamano MONOSCAFI " (immaginatevi un'espressione di schifo)
"I miei progetti più riusciti, quelli che non ho più cambiato, li ho fatti da giovane, senza paura e senza il patema di dover soddisfare a tutti i costi qualcuno. Oggi non è più così. Il cliente viene da me e mi affida i suoi soldi, non posso deluderlo, non ci devono essere imprevisti o sperimentazioni a spese del cliente".
Chi è progettista può capire quanto è importante questo concetto e, in effetti, quanta importanza abbia nel processo ideativo la libertà di pensare e farsi "avvolgere" da un'idea nostra che ci nasce da dentro. Solo così possiamo esprimere noi stessi e concentrarci sui concetti e non sul risultato che vogliamo ottenere.
Sciarrelli ha dato un'immagine molto bella di come pensa il progetto: " io sono l'acqua e vedo la barca arrivare (notate che viene sempre chiamata barca), la sento, la prua mi sposta e mi divide. L'acqua come si è aperta deve richiudersi, il processo deve essere armonico, la poppa deve accompagnare il movimento non impedirlo ed interrompersi di colpo. Ci deve essere una relazione fra prua, poppa e la posizione e forma della chiglia, altrimenti le turbolenze vanificano il corretto rapporto con l'acqua."
Ha accompagnato questa affermazione con diapositive di una Barcolana con bora forte nel lato di bolina fra Miramare e Barcola, ove si vedeva una barca progettata da lui sbandata e ruotata su un asse longitudinale orizzontale, ma non appruata. Nella foto dopo una barca "moderna" a poppa larga con la prua quasi sommersa dall'acqua.
Avrete già capito qual è la forma ideale di barca per Sciarrelli (e quale non lo è)
In effetti all'ultima Barcolana con 20-30 nodi in boa eravamo affiancati ad Isabella (15 mt Sciarrelli) ed io con il mio Delta 100 racer-cruiser di 10 mt. Posizione in classifica - a quel momento - attorno al 200. In bolina noi ci siamo piantati perché troppo invelati ed abbiamo perso più di cento posizioni (arrivati 340). Isabella invece ha mantenuto la posizione e si è piazzata 200a.
Ovviamente il computer per Sciarrelli è uno sconosciuto. Ci ha fatto vedere tre disegni rigorosamente a mano della sua ultima creazione. Sono girati per i tavoli e alla fine quando li ha ripresi li ha contati .."erano tre".
Ha costruito più di quattrocento barche, le contrassegna con un suo codice in base alla riuscita del progetto: quelle con l'asterisco sono le migliori: qualche decina in tutto.
Carlo Sciarrelli è scomparso il 23 settembre 2006
|
Torna ad inizio pagina
|